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L’Accademia degli aspiranti naturalisti

A cura di Antonio Borrelli

 

Oronzio Gabriele Costa, professore di Zoologia nell’Università di Napoli dal 1836, resosi conto del modesto livello delle conoscenze scientifiche degli allievi che seguivano il suo corso, decise di dare a quelli che gli parvero più promettenti e volenterosi lezioni suppletive in casa propria. Tali incontri, improntati a conversazioni piacevoli e utili, costituirono il momento preparatorio della nascita dell’Accademia degli aspiranti naturalisti. La prima riunione, ancora informale, dell’Accademia si tenne il 24 febbraio 1838. Costa, che fu sempre convinto della necessità di pubblicizzare e divulgare la scienza, fondò e diresse nel 1839 la “Corrispondenza zoologica”, un periodico mensile che doveva far conoscere nel Regno delle Due Sicilie le scoperte zoologiche che si facevano in Europa e viceversa. Nel giugno dello stesso anno il periodico prese il nome di “Esercitazioni accademiche degli Aspiranti naturalisti” e uscì fino al 1841. Nel 1842 Costa pubblicò il “Bullettino dell’Accademia degli aspiranti naturalisti”, al quale nel 1843 affiancò gli “Annali dell’Accademia degli aspiranti naturalisti”.

I soci dell’Accademia, il cui Statuto fu pubblicato nel secondo volume delle “Esercitazioni accademiche” del 1840, avevano l’obbligo di attenersi rigorosamente alla “morale scientifica”, dovevano cioè dedicarsi con amore alla scienza e mostrare sincera stima verso coloro che avevano contribuito a farla progredire. Costa voleva creare con l’Accademia un consesso agile e compatto, costituito da soci onorari, soprannumerari e corrispondenti, e da un gruppo di dieci giovani residenti a Napoli, che dovevano fare ricerca e partecipare con assiduità alle riunioni. L’Accademia, una specie di scuola di élite basata sui principi della collaborazione e dell’amicizia, era dotata di una struttura organizzativa di cui facevano parte il direttore, a cui lo Statuto riservava ampi poteri, il presidente, il segretario e l’archivista-bibliotecario.

L’Accademia fu aperta ufficialmente il 10 gennaio 1841 nella chiesa di Santa Monica in San Giovanni a Carbonara.

Da:https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Giovanni_a_Carbonara#/media/File:S._Giovanni_a_Carbonara_(3839697606).jpg

 

Dal maggio successivo le riunioni non si svolsero più nell’angusto gabinetto scientifico di casa Costa, ma nelle sale dell’Intendenza di Napoli e, dagli inizi del 1844, nella Cappella del Pontano, che Costa aveva comprato e fatto ristrutturare a proprie spese.

Da: https://it.wikipedia.org/wiki/Cappella_dei_Pontano#/media/File:Pontano_chapel_-_Napoli_2013-05-16_11-53-50_1_DxO.jpg

 

Benché l’Accademia funzionasse da alcuni anni e fossero usciti sugli “Annali” significativi lavori dei soci, il VII Congresso degli scienziati italiani, che si svolse a Napoli dal 20 settembre al 5 ottobre 1845, costituì un’importante occasione per far conoscere alla comunità scientifica nazionale e internazionale i giovani ricercatori riuniti intorno a Costa. Il Congresso fu una speciale vetrina per scienziati come Salvatore Tommasi, segretario dell’Accademia, Achille Costa, figlio di Oronzio, Angelo Camillo De Meis, Tito Livio De Sanctis, Antonio Di Martini, Leonardo Dorotea, Pasquale La Cava, Annibale De Gasparis, Pietro Rovigliano, Gaetano e Vincenzo Tenore. La presenza di primo piano dell’Accademia al Congresso di Napoli fu coronata dalla pubblicazione e dalla cura degli atti dei congressi precedenti, affidate a Leonardo Dorotea (Atti dei congressi degli scienziati italiani, raccolti ed ordinati dall’Accademia degli aspiranti naturalisti con commenti e note, Napoli, presso la tipografia di Nunzio Pasca, 1844-1845, 6 voll.).

L’attività di ricerca dell’Accademia, che spaziò dalla geologia alla mineralogia, dalla botanica alla medicina, intendeva essere un modello sperimentale e unitario di indagine naturalistica, che privilegiava un determinato territorio: il Mezzogiorno d’Italia. Un’attività di ricerca attenta anche ai risvolti pratici e applicativi delle scienze naturali, all’utilità che il loro sviluppo poteva arrecare all’economia del paese. Non a caso l’Accademia fu sempre in stretto contatto con gli amministratori locali, le Società economiche e l’Istituto d’incoraggiamento. Dopo il 1860, per intensificare il suo rapporto con il territorio e per dare un impulso al miglioramento dell’agricoltura e della pastorizia, l’Accademia organizzò tre congressi: il primo a Benevento il 15 giugno 1862, il secondo a Caserta dal 28 al giugno al 5 luglio 1863 e il terzo a Salerno dal 29 maggio al 5 giugno 1864.

L’Accademia, chiusa dopo il 1848 per la partecipazione di molti suoi soci ai moti risorgimentali di quell’anno, fu riaperta nel 1861. Con la morte di Oronzio Gabriele Costa nel 1867 cominciò la crisi dell’Accademia che fu chiusa nel 1869. Nello stesso anno cessò anche la pubblicazione delle sue riviste.

 

Da:

Borrelli A., 2003. L’Accademia degli Aspiranti Naturalisti. Napoli 1838-1869.Pagg. 95-127. In: Tortorelli G. (a cura di), Istituzioni culturali in Italia nell’Ottocento e nel Novecento. Pendragon, Bologna.

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